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Conto corrente cointestato: cosa succede quando muore un cointestatario

La morte di un cointestatario blocca il conto corrente, indipendentemente dal tipo di firma. Il superstite si trova spesso senza accesso al denaro in un momento in cui ne avrebbe più bisogno. Questa guida spiega cosa succede esattamente, quali sono i diritti del superstite e degli eredi, e come sbloccare il conto.

Il blocco automatico del conto

Alla morte di uno dei cointestatari, il conto corrente viene bloccato dalla banca. Non importa se il conto era a firma disgiunta (ognuno poteva operare da solo) o a firma congiunta (serviva la firma di entrambi): in entrambi i casi, il decesso di un cointestatario cambia radicalmente la situazione giuridica del conto.

La banca è obbligata a bloccare il conto non appena viene informata del decesso, anche se il superstite è in grado di operare autonomamente. Il motivo è che la quota del defunto rientra nell'asse ereditario e deve essere distribuita tra i suoi eredi. La banca non può permettere che queste somme vengano prelevate prima che la successione sia definita.

Attenzione: prelevare dal conto cointestato dopo la morte del cointestatario è illegittimo, anche se si era titolari del conto. Chi lo fa risponde civilmente verso gli eredi del defunto e rischia conseguenze penali per appropriazione indebita (art. 646 c.p.).

La distinzione tra firma disgiunta e congiunta

Molti pensano che un conto a firma disgiunta sia "sicuro" in caso di decesso, perché il superstite poteva operare da solo. Non è così.

Tipo di firmaPrima del decessoDopo il decesso
DisgiuntaOgnuno opera autonomamenteConto bloccato comunque
CongiuntaServe la firma di entrambiConto bloccato (come prima, ma ora per motivi diversi)

In entrambi i casi il conto si blocca. La differenza tra firma disgiunta e congiunta conta durante la vita, non dopo la morte.

La distribuzione del saldo: chi ha diritto a cosa

La legge presume che il saldo del conto cointestato appartenga al 50% a ciascun titolare. Alla morte di uno:

Questa presunzione al 50% può essere contestata, ma è difficile. Serve dimostrare con certezza documentale che i versamenti nel conto provenivano interamente da uno solo dei cointestatari. Senza prove concrete, la divisione al 50% si applica.

Esempio pratico: conto cointestato tra moglie e marito con saldo di 80.000 euro. L'uomo muore. La moglie ha diritto ai suoi 40.000 euro. Gli altri 40.000 rientrano nell'eredita del marito e vengono distribuiti tra gli eredi (che possono includere anche la moglie stessa, se erede).

Come sbloccare il conto: i passi concreti

Per recuperare l'accesso al conto e alle somme spettanti, gli eredi devono seguire una procedura precisa con la banca.

Cosa succede ai bonifici e alle addebiti automatici

Con il blocco del conto si bloccano anche le operazioni automatiche legate al conto del defunto: domiciliazioni bancarie, addebiti di utenze, bonifici ricorrenti. Il cointestatario superstite deve verificare quali pagamenti automatici erano legati al conto e prendere provvedimenti per garantire la continuità di quelli essenziali (bollette, mutuo, etc.).

Questo richiede di sapere esattamente quali conti e addebiti esistevano. Ed è un'altra ragione concreta per cui avere questa informazione scritta in anticipo fa una differenza enorme: chi resta non deve indovinare.

Il conto intestato solo al defunto

Se il defunto aveva un conto corrente intestato solo a lui (non cointestato), il blocco è totale fin dal momento del decesso. L'intero saldo rientra nell'asse ereditario. La procedura di sblocco è analoga, ma il superstite non ha diritto automatico al 50%: deve attendere la definizione della successione come qualsiasi altro erede.

Questo è uno dei motivi per cui molte coppie preferiscono avere un conto corrente cointestato: almeno il 50% delle somme è immediatamente riconducibile al superstite, riducendo l'impatto pratico del blocco. Ma come abbiamo visto, il blocco avviene comunque.

Le deleghe bancarie alla morte

Una situazione che genera molta confusione: i genitori anziani che delegano un figlio ad operare sul loro conto. La delega cessa automaticamente alla morte del delegante. Qualsiasi operazione compiuta dal figlio dopo il decesso del genitore, anche in buona fede, è illegittima. La banca non è tenuta ad avvisare: la cessazione della delega è automatica per legge.

Come prepararsi in anticipo

Il blocco del conto dopo un decesso è una situazione difficile ma gestibile, se si è preparati. Difficile, invece, se chi resta non sa nemmeno quali conti esistono, qual era il saldo, dove trovare le credenziali di accesso all'home banking, quali addebiti automatici erano attivi.

La sezione Finanze di un dossier personale ben fatto elenca tutti i conti correnti (banca, intestatari, IBAN), le carte di credito, gli addebiti automatici principali. Non i saldi, che cambiano ogni giorno, ma le informazioni strutturali che servono per muoversi subito, senza perdere settimane a cercare.

Chi muore senza aver lasciato queste informazioni da qualche parte accessibile costringe chi resta a un lavoro di indagine che può durare mesi, nel momento peggiore possibile.

Domande frequenti

Il conto corrente cointestato si blocca alla morte di uno dei titolari?

Si, si blocca automaticamente, indipendentemente dal tipo di firma (disgiunta o congiunta). La banca è obbligata a bloccare le operazioni appena viene informata del decesso, per proteggere la quota del defunto destinata agli eredi.

Quanto del conto cointestato va agli eredi?

Per presunzione di legge, il 50% del saldo appartiene al cointestatario superstite e il restante 50% rientra nell'asse ereditario del defunto. Il 50% degli eredi viene distribuito secondo le regole della successione.

Si puo prelevare dal conto cointestato dopo la morte del cointestatario?

No. Qualsiasi prelievo dopo il decesso del cointestatario è illegittimo. Chi lo fa risponde civilmente verso gli eredi del defunto e rischia conseguenze penali per appropriazione indebita.

Come si sblocca il conto corrente del defunto?

Gli eredi devono presentare alla banca: certificato di morte, documenti di identità, atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva che attesti la qualita di erede, e in alcuni casi la dichiarazione di successione. I tempi variano da settimane a mesi a seconda della banca.

Chi sa quali conti hai, dove sono e quali addebiti automatici hai attivato?

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