Convivenza di fatto e diritti successori: cosa sapere se non siete sposati
Molte coppie che convivono da anni, magari con casa e conti in comune, danno per scontato che valgano le stesse regole di una coppia sposata. Non è così. In Italia il convivente di fatto, per la legge successoria, resta un estraneo — a meno che non ci si organizzi per tempo.
Il punto centrale: il convivente non è erede legittimo
Il Codice Civile italiano non include il convivente di fatto tra gli eredi legittimi. Se uno dei due muore senza testamento, l'eredità va a coniuge (se presente), figli, genitori, fratelli — secondo l'ordine di legge. Il partner con cui si è convissuto per vent'anni, senza testamento, non eredita nulla per legge.
Questo vale anche se la coppia ha una casa cointestata, conti in comune, o figli insieme. La convivenza di fatto, da sola, non genera diritti ereditari automatici.
Cosa dice la Legge Cirinnà (76/2016)
La legge sulle unioni civili e convivenze di fatto ha introdotto alcune tutele per i conviventi registrati (tramite dichiarazione anagrafica di convivenza), ma sono limitate e non equivalgono ai diritti del coniuge:
- Diritto di continuare ad abitare la casa comune per un periodo (2-5 anni, o più se ci sono figli minori o disabili) in caso di morte del convivente proprietario — non la proprietà, solo l'uso temporaneo
- Diritto di succedere nel contratto di locazione, se la casa era in affitto
- Diritto a un risarcimento in caso di decesso per fatto illecito di terzi
- Possibilità di essere nominato tutore o amministratore di sostegno reciprocamente
Non è previsto: nessuna quota di eredità automatica, nessuna legittima, nessun diritto sui conti individuali del partner deceduto.
Come proteggere il partner: le opzioni reali
1. Il testamento
È lo strumento principale. Un testamento può lasciare al convivente una quota del patrimonio — ma solo nella parte disponibile, se ci sono eredi legittimari (figli, genitori) che hanno diritto alla legittima per legge. Un notaio o un avvocato può calcolare esattamente quanto è disponibile nel proprio caso specifico.
2. La cointestazione di beni
Casa, conto corrente, investimenti cointestati passano — in base alle regole di cointestazione, non di successione — con modalità diverse a seconda di come sono strutturati. Vale la pena farsi spiegare da un notaio la differenza tra cointestazione con diritto di accrescimento e senza.
3. Le polizze vita con beneficiario designato
Una polizza vita con il partner indicato come beneficiario passa a lui/lei al di fuori della successione — uno degli strumenti più diretti ed efficaci per proteggere un convivente non sposato, spesso sottovalutato.
Se sei in una coppia di fatto da anni, la domanda da farti non è "cosa succederebbe" — è "ho fatto qualcosa di concreto perché il mio partner non resti scoperto?" Testamento, polizza vita, cointestazioni chiare: sono le tre leve reali.
Il problema pratico, oltre a quello legale
Anche quando gli aspetti legali sono a posto, resta il problema pratico: il partner deve sapere dove sono i documenti, quali conti esistono, quali polizze, quali contratti. Senza testamento non c'è nulla da ereditare per legge, ma senza informazioni organizzate, anche quello che gli spetta diventa difficile da recuperare o da far valere in tempi ragionevoli.
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