Coppie senza figli

Cosa fare se muore il coniuge (senza figli)

Mappa · 8 min di lettura

Quando muore il coniuge e non ci sono figli, chi resta si trova davanti a due cose insieme: il lutto, e la necessità di gestire da solo pratiche che prima — anche solo tacitamente — erano divise in due. È uno dei momenti in cui la mancanza di organizzazione pregressa si sente di più.

Ecco cosa succede concretamente, e in quale ordine conviene muoversi.

I primi giorni: gli adempimenti immediati

  1. Certificato di morte, rilasciato dal Comune o dalla struttura sanitaria — serve per praticamente tutti i passaggi successivi.
  2. Denuncia di morte all'ufficio anagrafe del Comune, di solito gestita dall'agenzia funebre insieme alla famiglia.
  3. Comunicazione all'INPS, se il coniuge percepiva una pensione — la sospensione avviene in automatico tramite la trasmissione del certificato di morte, ma vale la pena verificarlo.
  4. Comunicazione alla banca per i conti intestati o cointestati (vedi il nostro approfondimento su conto corrente dopo la morte e su conti cointestati).

Chi eredita, senza figli

Senza figli, la situazione dipende soprattutto da chi altro è ancora in vita tra i parenti del defunto.

Se il defunto non ha lasciato testamento e non ha né genitori né fratelli/sorelle viventi, l'intera eredità va al coniuge superstite. Ma se i genitori del defunto sono ancora in vita, oppure ci sono fratelli o sorelle, la legge riserva anche a loro una quota — anche in presenza del coniuge. Le quote esatte variano in base a chi, tra genitori e fratelli, è effettivamente vivente, e per questo motivo è un punto che vale sempre la pena verificare con un notaio prima di dare per scontato "erediterò tutto io".

Un diritto che resta comunque garantito: indipendentemente dalle quote di eredità, il coniuge superstite ha sempre diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e diritto d'uso dei mobili che la corredano (art. 540 Codice Civile) — anche se la casa era di proprietà esclusiva del defunto e anche se altri eredi hanno diritto a una quota sull'immobile stesso.

Se invece esiste un testamento, si applica quello — nei limiti della quota di legittima riservata per legge al coniuge (e, se presenti, ai genitori del defunto). Per approfondire i meccanismi generali della successione, vedi il nostro articolo su successione ereditaria.

Pensione di reversibilità

Se il coniuge defunto percepiva una pensione, hai diritto a una quota della pensione di reversibilità — di norma il 60% dell'importo, con percentuali variabili in base al tuo reddito personale. Va richiesta direttamente all'INPS, con il certificato di morte e la documentazione anagrafica del matrimonio.

Nelle settimane successive

La parte più difficile, e meno pratica: riorganizzarsi da soli

C'è un aspetto che nessuna procedura amministrativa copre: da questo momento, sei tu l'unica persona che sa dove sono le tue cose. Prima, anche senza parlarne esplicitamente, il tuo coniuge probabilmente sapeva dove tenevi i documenti, chi era il tuo commercialista, quali conti avevi.

Vale la pena, quando ti senti pronto, scegliere consapevolmente una nuova persona di fiducia — un fratello, un'amica stretta, un nipote — e mettere per iscritto, in un unico posto, dove sono conti, polizze, documenti e contatti professionali. Non per un'emergenza immediata: per non lasciare a chi ti vuole bene lo stesso peso che forse hai vissuto tu in questi giorni.

Questo articolo non sostituisce una consulenza

Le regole sulle quote di eredità, sull'assegno divorzile e sulla pensione di reversibilità hanno diverse eccezioni e casi particolari. Per una situazione concreta, soprattutto se ci sono genitori o fratelli del defunto ancora in vita, un notaio o un avvocato possono confermarti le quote esatte prima che tu prenda decisioni definitive.

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